Nei giorni scorsi abbiamo ampiamente parlato dell’evento tv dell’anno, snocciolando ospiti, compensi e retroscena del tanto amato ‘Festival di Sanremo’ che quest’anno, con la sua 70esima edizione ha portato a casa un importante successo in termini di ascolti e di conseguenza di introiti pubblicitari. Ma oggi non siamo qui a parlare delle modalità d’interesse sanremese, ma vogliamo cercare di fare un’analisi che cerchi di rapportare il grande festival nazionalpopolare all’imponente evento televisivo che è diventato l’Eurovision Song Contest.
Come ben sappiamo, il vincitore del Festival si aggiudica di diritto l’opportunità di rappresentare il nostro paese nella manifestazione europea, e così anche quest’anno il campione Diodato, ha accettato la proposta della Rai e quindi sarà lui a gareggiare per l’Italia, proprio con il brano uscito vincente dal teatro Ariston, ‘Fai Rumore’.
Stando ai fatti, che parlano più di tante chiacchiere, la decisione di farci rappresentare dal campione della kermesse in salsa italica, ha sempre portato i suoi frutti; di fatti da quando l’Italia è tornata in competizione (2011) solo in due occasioni il nostro rappresentante non è stato scelto in base al trionfatore di Sanremo, ossia nel 2012 con Nina Zilli (scelta con selezione interna) e nel 2016 con Francesca Michielin, chiamata come seconda classificata del Festival di quell’anno a seguito della rinuncia degli Stadio. Ma si sa, non sempre è il cantante a fare la storia di un successo, quanto piuttosto la canzone. In questo campo d’analisi, stando alle statistiche sono ben 6 le volte in cui il brano vincente della manifestazione sanremese, dopo essere stato esportato in Europa si è posizionato nella top10 della classifica generale eurofestivaliera.
2011 – Raphael Gualazzi (canzone vincitrice di ‘Sanremo Giovani’) – 2°
2012 – Nina Zilli (canzone scelta internamente) – 9°
2013 – Marco Mengoni (canzone vincitrice ‘Sanremo2013’) – 7°
2014 – Emma (canzone scelta internamente) – 21°
2015 – Il Volo (canzone vincitrice ‘Sanremo2015’) – 3°
2016 – Francesca Michielin (canzone scelta internamente) – 16°
2017 – Francesco Gabbani (canzone vincitrice ‘Sanremo 2017’) – 6°
2018 – Ermal Meta e Fabrizio Moro (canzone vincitrice ‘Sanremo2018’) – 5°
2019 – Mahmood (canzone vincitrice ‘Sanremo2019’) – 2°
Questi dati ci confermano dunque che la rotazione delle scelte fatte dal nostro paese ha sempre portato ottimi riscontri dal pubblico europeo che ha ci ha dunque premiato collocandoci nei primi posti, ma senza mai farci agguantare il trofeo messo in palio. Quindi, la canzone vincente del Festival funziona anche all’estero ma è evidente che manca qualcosa per far si che il nostro estro e la nostra creatività venga compresa appieno dal pubblico del nostro continente.
L’impressione è che il carrozzone sanremese porti con se una serie di rigide barriere che non permetteranno facilmente di fondersi con la competizione internazionale; rivoluzionare il Festival della canzone italiana risulta adesso più che mai molto complesso (anche perchè gli amanti della tradizione potrebbero rimanere choccati di fronte a fuochi d’artificio o davanti un palco che non sia quello dell’Ariston). Proprio per questo, ci siamo impegnati a pensare a qualcosa che possa coniugare le due manifestazioni, in modo che l’una non snaturi l’altra, una sorta di commistione artistica che tenesse conto di tutti i fattori in gioco sia per l’una che per l’altra. Ecco quindi alcune idee, consigli e suggerimenti utili per il direttore di Rai1, Stefano Coletta, e per il futuro conduttore di ‘Sanremo 2021’.
LE CINQUE IDEE
- Basta alla serata delle cover! Benvenuta serata Eurovision! Ripetuta continuamente negli ultimi anni nelle serate del giovedì o del venerdì, la serata dedicata alle interpretazioni di brani storici risulta ormai ripetitiva ed anacronistica. Perchè non sostituire questa ‘festa’ a tratti anche noiosa con una puntata tutta dedicata alla manifestazione più importante d’Europa?
- Le canzoni in gara a Sanremo, rivisitate e proposte in clima eurovisivo. Durante questa serata i cantanti in gara hanno la facoltà di concorrere in una competizione a parte in cui vengono proposte le stesse canzoni in sanremesi rivisitate in vista della possibile partecipazione sul palco europeo. Il brano dovrà essere dunque ridotto a 3 minuti come regolamento vuole e ogni artista che decidesse di partecipare a concorrere per questa occasione, dovrà curare insieme al suo team anche l’esibizione a 360 gradi, dal balletto agli oggetti scenici, dalle luci agli schermi fino alle musicalità che possono essere aggiornate con una versione differente. Anche una traduzione del brano in inglese sarebbe ben vista.
- L’arrivo della giuria internazionale. Via la giuria demoscopica e sala stampa che quella sera riposano. A giudicare le performance saranno il televoto e una giuria internazionale composta da vari paesi europei che parteciperanno poi alla competizione. Il cominciare a farsi conoscere da subito è importante e questo potrebbe essere un ottimo modo per farlo. Perchè, poi non comunicare i risultati in stile eurovisivo con la divisione dei voti in 12, 10, 8 e così via, ed annunciarli poi tramite collegamento?
- Invitare ospiti che hanno fatto la storia del concorso. Se proprio non si può fare a meno della chiusura a tarda notte e se gli ospiti devono essere sempre tantissimi, si potrebbero invitare tutte i grandi personaggi che hanno reso onore al nostro paese partecipando all’Eurovision negli anni passati. Rivedere sul palco glorie come Gigliola Cinquetti e Toto Cutugno (unici vincitori del concorso) potrebbe rinfrancare la quota revival che mancherebbe alla serata orfana delle cover. E’ naturale che invitare anche personaggi più freschi come il vincitore dell’edizione precedente non sarebbe una cattiva considerazione.
- Creare un ponte in vista della manifestazione. Tutto questo non farebbe altro che creare una sorta di collegamento con la manifestazione europea che potrebbe quindi assumere un carattere anche più rilevante; una sorta di gioco di squadra del quale la Rai beneficerebbe grazie ad una pubblicità importante fatta con un bacino di utenza molto ampio come può essere quello delle serate del Festival. Un ottimo circuito autopromozionale.
Queste prospettive viste da noi, sembrano un perfetto modo per far avvicinare ancora di più il pubblico giovane che già quest’anno ha dimostrato una grande prova di fedeltà nei confronti del bel canto. Saranno mai ascoltate queste proposte?
