Mentre da una parte, la quattordicesima edizione de ‘L’isola dei Famosi’ vede consumarsi in queste ore le sue trame fatte di liti, amori e strategie, sul binario parallelo, ossia quello dell’ormai trascorsa stagione, torna a scatenarsi la tempesta. Al centro delle attenzioni c’è nuovamente l’argomento che ha tenuto banco per mesi lo scorso anno, cioè le vicende legate al ‘canna-gate’. A far riaprire il caso, questa volta, è stato Simone Barbato, ex-concorrente dell’Isola13, il quale durante un’intervista al settimanale Nuovo di Riccardo Signoretti, si è lasciato andare esponendo un aneddoto della scorsa annata che avrebbe del clamoroso.
L’ex naufrago, autore peraltro del libro ‘Canto d’Honduras’ da poco uscito e nel quale racconta numerosi accadimenti relativi all’esperienza fatta nel reality di Canale5, riferisce al giornale di quando un giorno lui e Francesca Cipriani sono stati chiamati ad effettuare una prova. Dopo aver scalato la montagna i due riportano al gruppo una lauta ricompensa, ossia alcuni piatti di pasta al ragù; sembra però che non tutti siano stati felici del cibo messo in palio dagli autori e poi vinto dagli isolani. A mostrare risentimento sarebbe stato Jonathan Kashanian, anch’esso partecipante dalla passata stagione. Causa dell’ira del naufrago sarebbe il fatto che, essendo di religione ebraica, l’ex vincitore del GF5,non avrebbe potuto mangiare il ragù di maiale presente nel piatto.
“Amareggiato, Jonathan ha affermato che la produzione non lo metteva in condizioni di condividere una gioia con il resto del gruppo”. Proprio per questo motivo avrebbe inveito contro uno dei cameraman dicendo: “Perché mi riprendi?”
Ma non è finita qui. Secondo Barbato la discussione sarebbe continuata con uno degli allora autori della trasmissione, Andrea Marchi (attualmente assente dal programma), per poi vedere epilogo con lo sfogo finale di Jonathan, le cui parole risuonano come una bomba:
“Allora manda in onda questo! Gli operatori ci portano la marijuna! E voi siete antisemiti!“
Jonathan Kashanian
Ora non ci resta che chiederci se le forti parole siano state dettate dalla protratta mancanza di cibo oppure se dietro esse ci sia dell’altro. Simone conclude la chiacchierata dicendo: “Se lui ha usato quelle parole un motivo ci sarà. Quando uno dice qualcosa, specie in un momento di nervosismo, c’è sempre un fondamento di verità”.
Insomma, il canna-gate ad un anno dalla sua esplosione continua a far parlare di se, sintomo questo che le ultime edizioni dei reality di casa nostra non creano dinamiche abbastanza interessanti quanto le precedenti. La saga è comunque destinata a continuare.
