Abbiamo voluto attendere la fine della messa in onda della prima serie di puntate di ‘Uomini e donne’ per poter provare a fare un quadro della situazione per vedere se l’esperimento messo in piedi da Maria De Filippi e da tutta la sua squadra può essere definito riuscito. Ma proviamo ad andare con ordine.
Iniziamo contestualizzando la situazione. Bisogna tornare indietro al 20 marzo di quest’anno per rintracciare l’ultima puntata della versione classica della trasmissione che dal lunedì successivo si è dovuta fermare a causa dell’espansione dell’epidemia da Coronavirus che in quei giorni si apprestava ad allargarsi in tutta Italia. Il lockdown di tutto il paese proclamato mercoledì 11 marzo ha provocato lo stop immediato delle registrazioni che siamo abituati a vedere. Da quel giorno infatti fino al venerdì successivo Mediaset ha deciso di mandare in onda alcune delle puntate registrate prima dei divieti, per poi decidere di bloccare la trasmissione delle restanti puntate (tutte del trono giovani) a beneficio delle repliche dei soliti film estivi.
La prima domanda che ci sovviene è dunque, dove sono finiti i restanti episodi? Per poter rispondere a questo interrogativo dobbiamo quindi raccontare quello che è avvenuto dopo. Di fatti dopo una lunga pausa lunedì scorso ‘Uomini e donne’ è tornato ad occupare lo slot pomeridiano di Canale5 con una versione totalmente rivisitata ed adattata ai difficili tempi che stiamo vivendo. Al centro dell’aggiornamento del programma ci sono senza dubbio le parole. Le protagoniste Gemma Galgani e Giovanna Abate devono continuare la ricerca dell’anima gemella affidandosi alle vie conoscitive del nuovo millennio; mail, messaggi foto e videochiamate dovrebbero permettere alle due di incontrare la dolce metà.
Il quadro che ci si è posto dinanzi è stato fin da subito interessante innanzitutto per la voglia da parte di tutto il team di autori e produttori di mandare avanti una trasmissione collaudata nonostante la crisi sanitaria e poi pubblicitaria, ma anche per poter analizzare televisivamente la trasformazione di un dating-show che a causa dell’apporto di accorgimenti molto marcati si è visto completamente stravolgere i propri connotati. Di fatti il format è un altro e quei pochi caratteri distintivi che lo identificano e che sono stati mantenuti sembrano buttati lì a caso quasi disturbanti.
Il programma sta viaggiando su due distinti binari quindi è indispensabile distinguerli; uno relativo alle nuove conoscenze di Gemma e l’altro dedicato ai rapporti già ben avviati di Giovanna.
Le parole che come detto sono al centro dell’impianto, così come sono state presentate risultano ridondanti; esse si ripetono con un ritmo noioso e questo non ha nulla a che fare con colei che ha il compito di leggere le mail inviate, ossia la padrona di casa Maria De Filippi, bensì il problema sta nelle parole stesse che gli interlocutori hanno destinato a Gemma. Non si può pensare di stare ad ascoltare 15 lunghi minuti di un monologo da parte di un signor sconosciuto che avrebbe voglia di corteggiare la dama torinese con parole smielate e al limite della veridicità. Chi al giorno d’oggi corteggerebbe una donna in quel modo? Ma qualora ci fosse qualcuno che lo faccia è indispensabile mettere in pratica un ‘taglia e cuci’ da parte della redazione che possa riassumere il tutto, lasciando leggere alla donna le varie mail prima della registrazione. Molti si chiederanno: e come si occupa tutto lo spazio dell’intera puntata? Si potrebbe pensare ad una serie di espedienti che possano rompere lo schema. Spazio dunque ad interventi più ficcanti da parte di più protagonisti della trasmissione che possano aiutare o mettere i bastoni tra le ruote alla dama. I brevi ed inutili interventi di Ida e Riccardo e di Barbara non bastano a creare attenzione; ci vuole più interazione. Aggiungere un espediente che coinvolga altri personaggi e che li faccia dunque tornare al centro della trasmissione. Pensare che Gemma e i signori sconosciuti possano tenere a lungo l’attenzione è sbagliato e al pubblico non è servito molto per capirlo.
Promossi i classici teatrini tra la dama e Tina Cipollari che con la sua irriverenza torna a spaccare la monotona liturgia; purtroppo i battibecchi via etere perdono molto del loro appeal e di conseguenza è necessario ripensare il ruolo degli opinionisti. Far diventare la trasmissione un prodotto montato e non con registrazione lineare non sarebbe male se si pensa peraltro che il gruppo della De Filippi svolge il lavoro di montaggio ottimamente. Tina potrebbe realizzare scherzi alla donna, potrebbe fingersi un uomo e chattare con lei combinandogliene di tutti i colori, potrebbe addirittura con l’aiuto della redazione concretizzare burle come gavettoni stile ‘Scherzi a parte’ tutto ovviamente a distanza. Calcare la mano sulla parte surrealista della trasmissione che, vista come è stata impostata in occasione di questo re-style risulterebbe comunque molto più veritiera dell’attuale. Sconfinare nella sit-com in alcune parti come quella delle interazioni interne potrebbe dare una impronta più marcata di cambiamento e potrebbe essere la chiave di svolta.
Per ora resta più nell’ombra la parte dedicata alla giovane tronista che ancora sta facendo i conti con il passato. E’ vero che il paradosso di continuare una conoscenza destinata alla creazione di un rapporto profondo in una situazione di distanziamento sociale come quello che stiamo vivendo risulta essere enorme ma di fatto questo è lo specchio di quello che accade realmente nelle nostre case. Nuove conoscenze, fidanzamenti e talvolta matrimoni stanno testando la loro integrità proprio a causa di questo contesto e tutto viene riproposto per il trono di Giovanna, la quale si gioca le sue carte. Liti e tensioni sono sempre stati al centro del programma ma la distanza con la quale i protagonisti devono fare i conti fa perdere completamente di vista la via per la quale è nato questo format. Torna dunque il dubbio dell’esposizione mediatica che farebbe gola ai corteggiatori e torna anche prepotente la deriva social che i troni del passato hanno preso e che hanno fatto cadere a picco la versione classica della trasmissione. Riproporre questi temi è un suicidio annunciato per il programma che dovrebbe puntare su volti nuovi e meccanismi diversi.
La linea del racconto mostra con forza la vuotezza del trono ante-covid: basti pensare che le varie puntate registrate sono sparite e di esse non ce n’è traccia. Sintomo questo che i contenuti di ore di pellicole sono inesistenti se non due brevi stralci di esterne fatte vedere ai due corteggiatori rimasti per creare continuità. Relegati all’osso gli interventi di Gianni e Tina che nelle sezioni dedicate a Giovanna diventano pubblico. Apprezzati i risvolti di vita quotidiana messi in campo dalla tronista e da Sonny che racconta le difficoltà vere di questa condizione.
Essendo ancora all’inizio siamo sicuri che con il passare degli episodi verremo stupiti, anche perché con certezza si metteranno a punto degli aggiustamenti che renderanno più godibili le puntate che finora hanno registrato un fuggi fuggi generale da parte del pubblico. Anche seguire alcuni dei nostri consigli potrebbe risultare vantaggioso ma per ora a noi resta solo un grande interrogativo: sarà forse che l’amore a distanza risulta essere troppo complicato da raccontare in tv?
