‘TU SI QUE VALES 6′. PAROLA D’ORDINE: DIVERTIMENTO! L’ARRIVO DI SABRINA FERILLI ESALTA LA LEGGEREZZA DEL PROGRAMMA. LA SCUDERIA SCOTTI E’ LA ‘CORRIDA 2.0′. LA CONDUZIONE E’ SEMPRE PIU’ INEFFICACE.

Lo possiamo catalogare come unico e grande successo di questa prima parte di stagione televisiva, riuscendo a conquistare un’importante fetta di pubblico che segue le gesta dei protagonisti settimana dopo settimana. Stiamo parlando del solo programma televisivo di intrattenimento che ha resistito ai vari scossoni nell’ardua lotta per gli ascolti; stiamo parlando di ‘Tu si que vales’.

Come ricordiamo tutti, la trasmissione nasce nell’autunno del 2014, quando Mediaset, orfana del successo di ‘Italia’s got talent’, volato in quell’anno nei più comodi lidi (economici) di Sky, si trovò a fronteggiare una crisi che pesava molto nel sabato sera della rete ammiraglia. Si pensa a molteplici possibilità per un programma che fosse chiaramente diverso per evitare un plagio, ma che mantenesse lo stesso stile e lo stesso clima di ilarità facendo divertire il pubblico da casa; così l’azienda, insieme alla casa di produzione di Maria De Filippi, Fascino PGT, esportò prima e stravolse poi, dalla Spagna il format ‘Tu si que vales’.

Fin da subito si sono cercate assonanze con il vecchio contenitore ma nel corso delle puntate, il nuovo prodotto ha cercato di plasmarsi una sua forma e personalità che lo facesse distinguere dall’originale. Via il bancone e i grandi pulsantoni con X rosse annesse, benvenute a comode poltrone e a bacchette magiche che permettessero di far scalare il tempo del concorrente; fa capolino anche la giuria popolare posizionata a mo’ di muro, capitanata da un personaggio vip. Una serie di modifiche tecniche che evitarono varie battaglie legali ma che hanno permesso al pubblico nell’anno del cambio di ritrovarsi facilmente nel programma che avevano appena lasciato.

Di fatti, la decisione di mantenere in giuria le stesse tre personalità del vecchio format e alla conduzione la medesima padrona di casa, aiutarono e non poco. Del resto le modalità di svolgimento sono le stesse. Un concorrente si presenta di fronte alla commissione portando il suo talento davanti alle telecamere cercando di convincere anche il pubblico. I giurati negli anni hanno assunto caratteristiche fisse che hanno dato una grossa mano all’identificazione del programma; Maria De Filippi è da sempre stata l’analista che contemporaneamente mantiene le fila del racconto, Gerry Scotti è il tenerone che si commuove ma che nell’ultimo periodo è diventato il re della caciara in studio mentre Rudi Zerbi da inflessibile giudice cattivo è diventato con gli anni più accomodante. Al terzetto si è aggiunta l’astuzia e l’irriverenza di Teo Mammucari che permettono al quadro di essere ancora più completo.

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I giudici di ‘Tu si que vales’

La conduzione, che in principio con la coppia Francesco Sole – Belen Rodríguez tentava di ritagliarsi un ruolo nel corso della serata, man mano ha perso di importanza, fino a diventare quest’anno un’inutile orpello all’interno di un meccanismo ben definito. I presentatori (con tanto di scritta sotto la scrivania) allo stato attuale servono solo come braccio per alcuni concorrenti nel corso di prove studiate ad hoc. L’arrivo di Martin Castrogiovanni e Alessio Sakara non aggiunge niente al sistema che potrebbe andare davanti  benissimo anche senza le tre presenze.

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I conduttori di ‘Tu si que vales’

A fare la differenza c’è però la giuria popolare che mai come quest’anno fa assaggiare al pubblico il gusto del divertimento. L’arrivo di Sabrina Ferilli è stato un toccasana per la trasmissione che dopo l’annata con Iva Zanicchi, aveva perso di spontaneità. E’ proprio la spontaneità a giocare un ruolo fondamentale per la bella romana, che con il suo fare prorompente (molto probabilmente studiato ed esasperato per esigenze televisive) raduna davanti allo schermo qualsiasi genere di pubblico. Dai bambini ai nonni ma anche i genitori; tutti si trovano a loro agio e quindi decidono di passare il sabato sera in relax davanti alla tv dopo una settimana di lavoro. Un importante ‘status’, quello agguantato dalla trasmissione, che ormai poche produzioni riescono a possedere, se non i grandi eventi televisivi. Il pubblico aspetta la puntata del sabato proprio per vedere cosa combineranno i cinque giurati.

La sensazione a tratti è quella di trovarsi di fronte ad una sorta di ‘Corrida 2.0’; sensazione che è stata enfatizzata dall’idea della ‘Scuderia Scotti’, ottimo espediente per presentare al pubblico quei personaggi senza talento ma che riescono comunque a strappare delle sane risate proprio come accade nello show di Corrado. Parola d’ordine divertimento dunque con spazio anche alla commozione ma anche alla riflessione su temi importanti d’attualità.

Un mix di ingredienti che insieme ad un ottimo montaggio fanno decollare, mai come quest’anno, gli ascolti: la media delle prime sei puntate è di 5’363’000 spettatori e uno share del 29,52%, con un picco dei 5’683’000 persone e il 31,54% nel quarto episodio, un record assoluto per lo show. Dati che sono lontani (ma neanche tanto visto il cambiamento della tv in questi ultimi anni) dal primato segnato da ‘Italia’s got talent’ che su Canale5 nel febbraio del 2012, nel corso del forte maltempo, segnò il dato monstre di 8.812.000 telespettatori e il 34,31% di share. Numeri difficili da riproporre ma che messi accanto a quelli di oggi, permettono di definire questo un programma di successo.

 

 

 

 

 

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