IL GRANDE ‘MODELLO’: IL PROTOTIPO DI RACCONTO TELEVISIVO DEI REALITY-SHOW SCONFINA ANCHE NELLA CRISI POLITICA ITALIANA. ANALISI DELLE MODALITA’ APPLICATE

Sono queste ore molto frenetiche per il mondo della politica italiana, che si appresta a vivere una crisi, l’ennesima, dovuta alle dimissioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a seguito della mancata fiducia al governo da parte del partito di maggioranza guidato da Matteo Salvini. Tra comunicati social, annunci ed interviste ai giornali, quella di ieri è stata la giornata più intensa sotto il punto di vista comunicativo, tanto che la TV, consapevole della valenza che l’evento in corso rappresenta, l’ha cominciato a seguire in maniera insistente, trasformando quello che fino a poco tempo fa poteva essere argomento “per pochi” in un fatto nazionale in cui tutti sono chiamati, volente o nolente, a dire la propria opinione.

Complice anche il periodo di stasi delle notizie gossippare, causate dal mese in cui tutto è ‘chiuso per ferie’, la crisi politica in atto sta prendendo sempre più le sembianze di una soap-opera a puntate che tutti vogliono seguire con attenzione, e in cui ognuno vuole, anzi deve prendere le parti dei protagonisti, in uno scontro che a volte, viste le modalità, può diventare assai lesivo alle dignità altrui.

Se proviamo ad osservare l’andamento degli eventi che si stanno susseguendo, ci troviamo davanti semplicemente a quello che negli ultimi anni siamo abituati a vedere, ossia una crisi, delle dimissioni, un governo che cade, delle consultazioni e così via; questa volta però le procedure con cui il mezzo di comunicazione per eccellenza sta seguendo il tutto è assai diverso. Emblema di questo fenomeno di cambiamento è il modo con cui nella giornata di ieri sono stati seguiti i fatti. Molti canali hanno deciso di interrompere le proprie usuali trasmissioni per dare spazio a quello che stava accadendo al Senato; i canali all-news, Rai1, Rete4 ma soprattutto La7 con la ormai celebre #MaratonaMentana, hanno aperto ampie finestre informative per raccontare i fatti minuto per minuto, per poi commentarli.

Fino a qui nulla di strano, se non fosse per le modalità di racconto del tutto inedite. Il percorso di telecamere a circuito interno del Senato non bastano, per cui ogni canale ha provveduto ad ampliare la visuale con camere proprie. Le inquadrature diventano simbolo del momento storico in atto. Il discorso di Conte è l’emblema, per alcuni, di una lezione di prossemica da commentare sguardo dopo sguardo. L’immagine del Presidente del Consiglio affiancato a destra da Salvini e a sinistra da Di Maio è la foto perfetta che racchiude il contesto del racconto. Le varie emittenti hanno dunque la possibilità di concentrarsi con degli zoom, sui gesti, sulle occhiatacce e sui sorrisetti dei due ministri; gli split della regia che stacca sapientemente tra le forti parole usate da Conte e le reazioni ‘pacate’ di Salvini sono degni di un qualsiasi reality-show in cui la forza del racconto sta nelle immagini e in come le si confeziona.

Televisivamente parlando, quelli usati ieri sono i medesimi espedienti usati per il ‘Grande Fratello’ o per una puntata sul caso Prati di ‘Live -Non è la d’Urso’; il ritmo del botta e risposta, gli applausi e spesso anche la qualità degli argomenti trattati da tutti gli interlocutori permettono la sovrapposizione di due eventi distinti. Come non citare i vari riferimenti ai Santi con tanto di simboli religioni in bella vista. Se poi uno dei protagonisti conclude il proprio intervento ringraziando tutti gli italiani ed i propri figli con la mano sul petto, a quel punto il quadro di accavallamento ad un amato genere televisivo è completo.

L’interrogativo che ci sovviene a questo punto è se questo è sintomo di una contaminazione di generi televisivi che finora sono stati ben divisi o se tutta la televisione ha deciso di seguire una tecnica di racconto abbastanza popolare (?). Non sappiamo se questo è frutto di un adeguamento ai tempi che cambiano ma senza alcun dubbio la corsa per rincorrere il telespettatore è sempre aperta, come è giusto che sia, soprattutto per le tv commerciali. Nonostante ciò, riteniamo che la leggerezza con cui si trattano alcuni argomenti, soprattutto nei piani alti, debba essere ridimensionata dato che sul banco ci sono i destini di una nazione intera.

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