TV-BOX REVIVAL. ‘GIOCHI SENZA FRONTIERE’: QUANDO L’UNIONE DELL’EUROPA PASSA DA UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA. IL PROGRAMMA SEGNA LA STORIA CONTEMPORANEA

‘Riscoprire vecchie glorie del passato’: è questo il mantra che ripetiamo ogni settimana quando ci addentriamo nel mondo di ‘TV-BOX Revival’, il nostro consueto settimanale atto a sviscerare nel vivo tutte le curiosità ma soprattutto tutta la storia di programmi televisivi del passato che hanno segnato gli usi e i costumi del nostro belpaese. La rubrica questa settimana parla di una trasmissione, il cui titolo potrebbe trovarsi benissimo all’interno di un libro di scuola; stiamo parlando di ‘Giochi Senza Frontiere’.

‘Giochi senza Frontiere’ è una trasmissione televisiva nata il 26 maggio 1965, con l’intento fondamentale di tentare di unire l’attuale Unione Europea, che in quegli anni ancora era frammentata. L’idea primordiale del programma fu del presidente francese Charles de Gaulle, che voleva far incontrare i giovani francesi e tedeschi per un torneo di giochi per far si che l’amicizia tra Francia e Germania venisse rafforzata. La realtà dei fatti porta i meriti al nostro paese dato che il gioco derivava dalla trasmissione francese ‘Intervilles’ la cui idea originaria partiva da un format tutto italiano, ‘Campanile Sera’, noto show televisivo degli anni ’50 condotto da Enzo Tortora. Nella prima edizione parteciparono soltanto Francia, Germania, Belgio e proprio la nostra Italia; quest’ultima è l’unica nazione ad aver preso parte a tutte le stagioni prodotte, ben 30. Le più fedeli, Italia a parte, sono state Francia e Svizzera, con 25 e 24 partecipazioni. Il Lichtenstein vanta una sola puntata, mentre la Tunisia è l’unico Stato extra-europeo che abbia preso parte al programma (nel 1992). In totale sono stati 20 i paesi coinvolti in questa grande festa: Belgio, Germania Ovest, Francia, Italia, Svizzera, Regno Unito, Paesi Bassi, Liechtenstein, Jugoslavia, Portogallo, Spagna, San Marino, Galles, Tunisia, Cecoslovacchia, Rep. Ceca, Grecia, Ungheria, Slovenia, Malta.

‘Giochi Senza Frontiere’ – La sigla

Nata come progetto per rallegrare le sere estive, il programma dopo il successo ricevuto, a partire dalla seconda metà degli anni 70, mette in cantiere anche delle edizioni invernali dello show, ribattezzato quindi ‘Questa pazza pazza neve’ a cui si aggiunse poi anche la versione natalizia denominata ‘Giochi sotto l’albero’. E’ questo il termometro che il prodotto è valido e diventa quindi un fenomeno sociale senza precedenti; le famiglie si riuniscono nelle case di tutto il continente per sostenere il proprio paese e tenere alta la propria bandiera. Basti pensare che la trasmissione raggiungeva un ascolto medio totale di oltre 100milioni di telespettatori, di cui 17milioni solo in Italia, segnalando un vero boom se si pensa che questi dati sono riferiti al periodo estivo, momento dell’anno in cui il pubblico attivo davanti la tv è più che dimezzato rispetto a quello invernale chiamato ‘di garanzia’.

Una sorta di mini-olimpiadi dove ‘atleti’ più o meno preparati si scontravano in una serie di prove di abilità in cui le squadre si affrontavano tra di loro, guadagnando dei punti che poi sarebbero andati a comporre la classifica generale. Tutte le nazioni potevano giocarsi un jolly nella prova in cui si sentivano più forti, raddoppiando così il proprio punteggio. La struttura dello show era itinerante, quindi ogni puntata andava in onda dalle più importanti piazze europee (nelle ultime quattro edizioni si è optato per una sede fissa). Il nostro paese ha vinto 4 volte (1970, 1978, 1991 e 1999) ma a detenere il record di vittorie è la Germania Ovest; ben sei.

Dopo una pausa che iniziò nel 1982 a causa degli alti costi di produzione, le sfide in salsa europee tornarono nel 1988 per poi vedere la fine nel 1999 sempre per il medesimo motivo.

IN ITALIA…

In Italia il programma viene trasmesso dall’allora ‘Secondo Programma della Tv di Stato’ (oggi Raidue), condotto nelle prime edizioni dal succitato Enzo Tortora insieme a Giulio Marchetti e a Renata Mauro dal 1967. I primi anni ‘70 vedono avvicendarsi, oltre al punto fermo Marchetti, dapprima la famosa annunciatrice Rosanna Vaudetti, e poi, a partire dal 1978, Milly Carlucci. Fu proprio in quell’anno che debutta alla conduzione colui che detiene il record di presenze (considerando sial le edizioni estive che quelle invernali) alla guida della competizione, ossia Ettore Andenna. Il conduttore divenne quindi un vero e proprio emblema per il programma insieme agli arbitri Guido Pancaldi e Gennaro Olivieri sostituiti poi dal direttore di gara belga Dennis Pettiaux.

Ettore Andenna

Il ritorno del 1988 segna il passaggio del testimone con Rai1 che prende in mano l’ospitalità della competizione; da quell’anno fino al 1991 la conduzione fu affidata a Claudio Lippi che restituì il programma nelle mani di Ettore Andenna che lo portò a conclusione nel 1999.

CI SARA’ UN RITORNO?

La risposta attuale è no! Solo due anni fa l’EBU (European Broadcasting Union) ha inserito nella pianificazione strategica 2017/2020, la messa in cantiere di un nuovo format televisivo impostato proprio sullo stile di GSF. Il nome del programma sarebbe dovuto essere ‘Eurovision Super Games’ ma il progetto venne subito bloccato.

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