Rinsaviti dopo la ‘sbornia’ della settimana scorsa dovuta alla settimana ineramente dedicata al Festival di Sanremo 2019, torna puntuale come un orologio svizzero la nostra rubrica che ci fa RIscoprire successi televisivi del passato che hanno illuminato i palinsesti delle nostre reti generaliste. Questa settimana andiamo a rispolverare un programma che in molti ricordano con uno stato d’animo piuttosto allegro e spensierato: parliamo di ‘Luna Park’.

Al grido del motto ‘tutti per uno, uno per tutti’, il 12 dicembre 1994 in onda dallo Studio15 ci Cinecittà in Roma inizia l’avventura televisiva di ‘Luna Park’. Nato da un’idea di Pippo Baudo, la trasmissione aveva l’arduo obiettivo di riaccendere il preserale del primo canale della tv di Stato, dopo il pericoloso crollo avuto nei mesi precedenti a causa dell’incredibile ascesa de ‘La ruota della fortuna’ di Mike Bongiorno, in onda sulla concorrente Canale5. Se la formula generica del programma era quella del classico quiz-show che da sempre contraddistingueva quella fascia oraria, a rendere speciale questo programma era un’altra cosa. Erano ben 5 i conduttori chiamati ad accompagnare il pubblico alle porte del seguitissimo TG1 delle 20.
La Rai infatti proprio per risollevare le sorti di quel particolare momento della giornata, che peraltro è insieme al access prime-time quello più seguito dal pubblico, decide di chiamare tutti i migliori conduttori dell’azienda, uno per ogni giorno della settimana: Fabrizio Frizzi conduceva la puntata del lunedì, Milly Carlucci quella del martedì, Mara Venier quella del mercoledì, Rosanna Lambertucci quella del giovedì mentre quella del venerdì fu affidata proprio a Pippo Baudo. Il progetto del conduttore siciliano, risulta subito vincente; gli ascolti salgono e arrivano a toccare punte insperate come 6.500.000 spettatori e uno share del 32%. Così ampia fu la risonanza del successo di questa trasmissione che l’azienda procedette con l’organizzazione di una versione estiva dal titolo ‘Estate al Luna Park’; questo spin-off iniziò regolarmente nei mesi più caldi di quell’anno con alla conduzione Luana Revegnini, Claudio Insegno e Mauro Marino.
La seconda edizione, partita nel settembre del 1995 vede apportare varie modifiche. La più importante è stata l’aggiunta di una puntata settimanale, quella del sabato condotta da Baudo con una durata maggiore (18:30-20), e poi l’arruolamento nel cast di Paolo Bonolis, che si andava ad occupare della giornata del venerdì in sostituzione del presentatore di Militello. Pippo, a causa della conduzione di Sanremo prima, e di problemi di salute poi, abbandona la trasmissione e viene sostituito da Fabrizio Frizzi che condurrà dunque, due puntate a settimana, il lunedì e il sabato.
Quella iniziata a settembre 1996 è la stagione peggiore. Sia Baudo che Bonolis passano alla concorrenza, creando un buco che sembra non riuscirsi a tappare. Arrivano in sostituzione Anna Falchi che sostituisce Frizzi nella puntata del lunedì, e Giancarlo Magalli che prese le redini della puntata del venerdì. Non è finita qui; l’attrice appena arrivata negli ultimi mesi abbandona per motivi cinematografici, mentre Mara Venier si allontana per contrattare con Mediaset su un possibile cambio di casacca. Subentra in entrambe le giornate lasciate libere, quello che è diventato poi il re di quella fascia oraria, Carlo Conti. In un clima di grande delusione il programma chiude i battenti il 28 giugno 1997.
MENZIONI SPECIALI
Dei tanti giochi proposti in cui i concorrenti erano chiamati a cimentarsi, quello che più ha lasciato il segno, diventando infatti in seguito un programma a se stante, è quello de ‘La Zingara’. Impersonata da Cloris Brosca, ‘La zingara’ è stato uno dei giochi finali della trasmissione. L’attrice che impersonava una cartomante esortava i concorrenti a sceglire tra sette carte, ognuna delle quale era accompagnata da un indovinello da azzeccare per far aumentare il budget in gioco. Chi pescava la temutissima ‘Luna Nera’ perdeva tutto.
L’altra menzione è invece per la scenografia. Degna dei più grandi show degli anni Settanta, la messa in scena del programma è sempre stata firmata da Gaetano Castelli. Lo studio si trasformava in una vero e proprio luna-park, con tanto di ruota panoramica e gli scenari diventavano davvero fiabeschi; basti pensare che il cielo dello studio era illuminato da ben 7’000 lampadine.

