‘SANREMO 2019’: FACCIAMO UN BILANCIO. LE POLEMICHE ARRIVANO SOLO A FESTIVAL ULTIMATO

Sono passati quattro giorni dalla fine del ’69° Festival di Sanremo’ e finalmente a bocce ferme è arrivato il momento di fare un bilancio su edizione che ha visto alla fine trionfare Mahmood, cantante italiano con origini sardo-egiziane, e il brano ‘Soldi’. Abbiamo dunque aspettato che le acque si calmassero per poter fare un consuntivo mettendo nel grande calderone tra le tante cose, tutte le particolarità della kermesse.

GLI ASCOLTI

Terminati i conti riferiti a compensi e guadagni, vogliamo partire dai dati. Gli ascolti di quest’annata possono essere definiti ‘senza infamia e senza lode’. Il Baglioni-bis non riesce ad acciuffare le straordinarie cifre del 2018, le quali segnarono un vero exploit, ma riesce a mantenersi ampiamente sopra il livello di sicurezza chiamato ‘Flop’. Infatti la media finale è stata di 9.797.706 spettatori e uno share del 49,38%, a dispetto dei sorprendenti 10.870.000 utenti (52,16%) dell’anno precedente.

LA CONDUZIONE

La conduzione come già analizzato, ha visto un Baglioni presente molto poco sul palco e quando lo era, riusciva ad acchiappare i favori del pubblico grazie ai duetti con gli ospiti e grazie alle sue storiche canzoni. Di certo questo Festival non verrà ricordato per Claudio Bisio; i suoi interventi sono simpatici a sprazzi mentre gli sketch da lui messi in piedi hanno il sapore di già visto in tv venti anni fa. I tentativi di raggiungere il favore raccolto un anno fa da Pierfrancesco Favino sono vani. Meglio Virginia Raffaele che non mostra una costanza di brillantezza in tutte e cinque le serate; sembra intrappolata e l’assenza delle sue imitazioni si sente. In ogni caso la comica romana riesce a meritarsi svariate standing-ovation come quella attribuitale durante la finale. Le gag non preparate le sono risultate più congeniali (citofonare Ornella Vanoni).

I conduttori di ‘Sanremo 2019’

IL DOPOFESTIVAL

Già lo scorso anno aveva preso questa piega, ma il tutto è passato completamente inosservato, ma questa volta il ‘DopoFestival‘ ha decisamente confermato la sua inutilità con una gestione del genere. Tempio della polemica, il programma che segue l’evento si limita ad ospitare i protagonisti per fare quattro chiacchiere in simpatia. Alcuni programmi del day-time di Rai1 sembrano svolgere il compito al suo posto. L’unico accenno di materiale su cui lavorare (quello di Renga e il sessismo) viene buttato all’aria e non viene approfondito: l’occasione è sprecata. Se la polemica non c’è, si crea, punto.

Il ‘DopoFestival’

ULTIMO CONTRO I GIORNALISTI

Un altro dato di fatto è l’assenza di uno degli ingredienti che determinano il chiacchiericcio del giorno dopo: la polemica. Se lo scorso anno ha tenuto banco il caso plagio del brano ‘Non mi avete fatto niente’ di Ermal Meta e Fabrizio Moro, quest’anno le diatribe e i casi sono risultate ridotte ai minimi termini. Questo fino al momento della proclamazione del vincitore. Da li inizia una serie infinita di controversie che interessano il pubblico più del festival stesso. E’ notte fonda quando nella conferenza stampa che presenta ai giornalisti i protagonisti del podio, Ultimo, secondo classificato, stizzito da alcune domande, esplode e dichiara:

Avete questa settimana per sentirvi importanti e dovete rompere il cazzo. Tanto qualsiasi cosa io dico avrete qualcosa da ridire”

Ultimo

Le parole sono forti e i giornalisti non ci stanno. In sala scoppia la ribellione. Il caso continua anche nelle ore seguenti; Ultimo non partecipa alla tradizionale foto per la copertina del settimanale ‘TV Sorrisi e Canzoni’ e l’indignazione cresce, soprattutto sul web. Le ultime battute di questa vicenda vedono il cantante di ‘I tuoi particolari’ ospite in radio da Fiorello con il quale scherza e si diverte. Il clima sembra essersi rasserenato ma le scuse tardano ad arrivare.

Ultimo

VITTORIA POLITICA

Le note sanremesi fanno discutere anche il mondo della politica. La vittoria di Mahmood crea un altro caso, che questa volta coinvolge alcuni esponenti dei maggiori partiti italiani. A creare le prime reazione è il tweet di Matteo Salvini, che commentando il risultato scrive:

C’è chi grida allo scandalo; il vicepresidente del consiglio avrebbe inneggiato al secondo classificato a discapito del cantante di origini sardo-egiziane, a causa proprio della sua provenienza. Si scatena il caos. Secondo alcuni la vittoria è concordata da esponenti dell’opposizione proprio a dispetto della frase “prima gli italiani” spesso citata dal rappresentante della Lega. Il caso continua a far scrivere decine di righe da parte di giornalisti di tutto il mondo; The GuardianEl Pais, Le Figarò, la BBC, sono solo alcune delle testate internazionali che riportano i fatti. Salvini risponde dicendo di non avere niente contro il ragazzo uscito vincente dalla kermesse, anzi sembra esserci stata anche una telefonata di congratulazioni.

GLI INSULTI AI RAGAZZI DE ‘IL VOLO’

QUI abbiamo già parlato della polemica che coinvolge i ragazzi de ‘Il Volo’.

IL PESO DEL TELEVOTO

E’ un pò il sunto delle due polemiche precedenti. Mai come quest’anno la discrepanza dei voti ricevuti da casa e il voto della ‘Sala Stampa’ e della ‘Giuria degli Esperti’ è stata così netta. La corsa finale a tre è stata così ripartita:

Si nota subito il totale disaccordo tra le varie metodologie di voto. Il primo a risentirne, visto il risultato, è stato proprio Ultimo, il quale ha mostrato tutta la sua discordia a riguardo, dicendo che questa vittoria non ha tenuto conto del indispensabile volere del pubblico, che poi è quello, a suo dire, che compra gli album. Lo seguono a ruota altri concorrenti, i quali confermano questa teoria. OK, la discrepanza è troppa; peccato che lo stesso cantante lo scorso anno vinse tra i ‘Giovani’ con la stessa modalità di voto e peccato anche che lui, come tutti gli altri partecipanti, firmando un contratto sanno già come le percentuali di voto verranno ripartite nel corso delle serate. Segue la polemica anche il presidente della Rai, Marcello Foa che durante ‘UnoMattina‘ ha tuonato:

“C’è stata una sproporzione, un chiaro squilibrio tra il voto popolare e una giuria composta da poche decine di persone, che ha provocato le polemiche, Questo è il vero punto che deve farci riflettere. Questo sistema funziona o no? Va corretto chiaramente anche perché il pubblico si senta rappresentato”

Marcello Foa

A queste dichiarazioni ne sono seguite altre come quelle del vice-premier Luigi Di Maio il quale auspica per l’anno venturo, un ritorno nelle mani del televoto per decretare il vincitore del Festival. Anche in questo caso l’affare diventa in tutto e per tutto politico. Ci piace ricordare che negli anni in cui lo spareggio a tre era affidato al solo arbitrio del pubblico da casa, si piazzavano sulla postazione più alta del podio solo partecipanti di talent, e questo scaturiva la polemica inversa; ‘chi ha più fan vince il Festival’ dicevano in molti. Insomma, un gatto che si morde la coda; in entrambi i casi la polemica c’è, e forse è anche per questo che amiamo il nostro ‘Festival di Sanremo’.

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